| Itala va di nuovo a Pechino: |
Titolo: Itala va di nuovo a Pechino
Data: 06/05/07
Autore: moviesport
http://it.wikipedia.org/wiki/Raid_Pechino-Parigi
Il Raid
La partenza era stata fissata il 10 giugno alle ore 8. Sin dal primo giorno di guida si distinse la superiorità tecnica ed organizzativa dell’equipaggio italiano composto dal principe Scipione Borghese e dal suo chauffeur Ettore Guizzardi. Insieme a loro vi era anche l'inviato speciale del Corriere della Sera, Luigi Barzini. La preparazione del principe Borghese era stata meticolosissima e sue furono le intuizioni semplici e geniali di sostituire i parafanghi dell’Itala con delle assi asportabili da impiegare come rampe per gli ostacoli e quella di utilizzare – a differenza di tutte le auto dell’epoca – pneumatici anteriori e posteriori delle stesse dimensioni così da renderli intercambiabili e ridurre le scorte. Inoltre, già da prima della partenza da Pechino, sin dalla fase organizzativa del viaggio, si era aperta la discussione su quale potesse essere la vettura ideale per una tale impresa, ed i partecipanti si erano trovati tutti concordi sulla superiorità del binomio leggerezza/scarsa potenza. Tranne Borghese: era stata sua l’idea, di utilizzare un’auto molto più pesante delle altre ma anche molto più potente. E si era dimostrata un’idea vincente: la combinazione dei 40 cavalli dell’Itala con la sua tonnellata e mezza le aveva consentito di cavarsi d’impaccio anche nei tratti più duri, e di filare veloce dove il tracciato lo consentiva; le De Dion, con soli 10 cavalli, persero terreno sin dal primo giorno, la Spyker con i suoi 15 cavalli riuscì ad arrivare seconda con venti giorni di scarto, il Contal non riuscì a sopravvivere al deserto del Gobi e non arrivò mai a Parigi.
L'arrivo
L'arrivo a Parigi.Alle quattro e un quarto del 10 agosto l’equipaggio dell’Itala faceva il suo ingresso trionfale a Parigi, dove l'aspettava uno stuolo di giornalisti, cineoperatori ed una folla festante. Secondo ad arrivare a Parigi, il 30 agosto, fu Charles Goddard sulla sua Spyker. Le altre due De Dion Bouton accumularono un tale ritardo che non se ne ricorda neppure l'arrivo. Il Contal andò perso per sempre nel deserto, benché il suo equipaggio fu davvero fortunato ad essere posto in salvo da nomadi mongoli.
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