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    Cittadini non autosufficienti  (308 Click)
    GIOVEDÌ DEI DIRITTI SOCIO-SANITARI PER ANZIANI/PERSONE CON DISABILITÀ E AUTISMO
    19/10/2016
    Cadmo_10
    Attualità
     

    GIOVEDÌ 20 OTTOBRE 2016:
    SECONDO GIOVEDÌ DEI DIRITTI
    SOCIO-SANITARI PER ANZIANI/PERSONE
    CON DISABILITÀ E AUTISMO
    NON AUTOSUFFICIENTI

    PIAZZA CASTELLO, ANGOLO
    VIA GARIBALDI (TO), DALLE 16 ALLE 17

     

    CSA - Coordinamento Sanità e Assistenza fra i movimenti di base

     

    10124 TORINO - Via Artisti, 36
    Tel. 011-812.44.69 - Fax 011-812.25.95
    e-mail:
    info@fondazionepromozionesociale.it
    Funziona ininterrottamente dal 1970

     

    Fondazione Promozione Sociale

    Via Artisti 36 - 10124 Torino
    Tel. 011.8124469 - Fax 011.8122595
    info@fondazionepromozionesociale.it
    www.fondazionepromozionesociale.it

    FINO AL 1° DICEMBRE OGNI MESE APPUNTAMENTI IN PIAZZA CASTELLO PER SOLLECITARE LA GIUNTA REGIONALE A CAMBIARE POLITICA
    SULLE ESIGENZE DEI CITTADINI NON AUTOSUFFICIENTI

    32mila piemontesi malati non autosufficienti sono in liste di abbandono, senza presa in carico da parte del Servizio sanitario regionale. Le famiglie, per supplire a questa illegittima mancanza della Regione e delle Asl, si impoveriscono per pagare cure private ai propri familiari. Numerosi casi sono finiti in tragedia, con persone anziane malate e non più in grado di badare a sé stesse che vengono trovate morte, abbandonate dalle istituzioni, nelle loro case.

     

    Per dire basta a tutto questo le associazioni di tutela dei diritti delle persone non autosufficienti informeranno la cittadinanza e raccoglieranno firme

     

    CHIEDIAMO ALLA REGIONE PIEMONTE DI CAMBIARE VERSO!

    CHIEDIAMO ALLA REGIONE DI FARSI SENTIRE CON PARLAMENTO E GOVERNO

    PER IL RISPETTO DEI DIRITTI UMANI DEI CITTADINI NON AUTOSUFFICIENTI

    E DEI LIVELLI ESSENZIALI DELLE CURE SANITARIE E SOCIO-SANITARIE!

     

    INVITIAMO I CITTADINI A FIRMARE LA LETTERA A SERGIO CHIAMPARINO
    PERCHÉ LA SANITA’ GARANTISCA LE CURE A TUTTI ANCHE A CHI NON PUÒ GUARIRE:
    ANZIANI MALATI/PERSONE CON DISABILITÀ NON AUTOSUFFICIENTI.

    LE NOSTRE RICHIESTE PRIORITARIE: Lo sviluppo dell’assistenza domiciliare integrata e programmata e della medicina di gruppo dei medici di medicina generale; un contributo forfettario dell’Asl ai familiari (600-750 euro al mese, contro i 1300-1500 euro versati dall’Asl per il ricovero in una Rsa) che direttamente o con l’aiuto di privati assistono un parente malato, non autosufficiente e/o con malattia di Alzheimer o altre forme di demenza; diagnosi precoce e frequenza di centri diurni per detti infermi; ricovero immediato in Rsa (sia da casa, che dopo un ricovero in ospedale e/o altra struttura sanitaria), con metà della retta a carico dell’Asl, quando non è praticabile la permanenza a casa; utilizzo delle Unità valutative geriatriche per scopi diagnostici, ma non per ritardare le prestazioni.

    LE NOSTRE RICHIESTE PRIORITARIE: L’accesso ai servizi sanitari con la presa in carico garantita e tempestiva dell’Asl di residenza e un’equipe multidisciplinare specializzata nelle disabilità intellettive e nell’autismo, una per ogni Asl del Piemonte; il diritto alle prestazioni socio-sanitarie domiciliari (contributi economici, progetti educativi/abilitativi); la frequenza di centri diurni, aperti almeno 40 ore settimanali, con servizi di mensa e trasporto senza spese a carico degli utenti (che percepiscono solo la pensione di invalidità e l’indennità di accompagnamento) e dei loro congiunti, per coloro che al termine dell’obbligo scolastico non sono inseribili in percorsi formativi finalizzati all’inserimento lavorativo; il ricovero in comunità alloggio di tipo familiare con al massimo 8 posti letto più due per le emergenze o i ricoveri di sollievo, e la previsione di attività esterne per i soggetti con disabilità intellettiva e/o autismo in situazione di gravità nei casi in cui non sia possibile la permanenza a domicilio. Basta con le strutture-ghetto con più nuclei accorpati!

    Il Csa – Coordinamento sanità e assistenza fra i movimenti di base e la Fondazione promozione sociale onlus, organizzano un presidio al mese, il giovedì, in piazza Castello angolo via Garibaldi (Torino):

    I PROSSIMI APPUNTAMENTI SONO:

    ü GIOVEDÌ 20 OTTOBRE          DALLE 16,00 ALLE 17,00

    ü GIOVEDÌ 17 NOVEMBRE       DALLE 12,30 ALLE 13,30

    ü GIOVEDÌ 1° DICEMBRE         DALLE 12,30 ALLE 13,30

    Aderiscono all’iniziativa: Associazione missione autismo - Torino; Angsa Torino e Provincia; Ass. Alzheimer Piemonte;  Ass. Gruppo senza sede - Trino Vercellese; Autismo e società;  Ass. Vita Tre – Saluggia;  Cpd, Consulta per le persone in difficoltà;  Gva, Gruppo volontariato assistenza handicappati - Acqui Terme; Il Cerchio aperto -- Torino; Ass. Luce per l’autismo, organizzano quattro presidi in piazza Castello angolo via Garibaldi a Torino.

     

    ********************************

     

    CHI È IL MALATO ANZIANO MALATO CRONICO NON AUTOSUFFICIENTE. Nel documento dell’Ordine dei Medici di Torino e Provincia del 6 luglio 2015 è precisato che «gli anziani malati cronici non autosufficienti e le persone affette da demenza senile sono soggetti colpiti da gravi patologie che hanno avuto come esito la devastante compromissione della loro autosufficienza e pertanto hanno in tutti i casi esigenze sanitarie e socio-sanitarie indifferibili in relazione ai loro quadri clinici e patologici». Infatti, tutti questi nostri e vostri concittadini, oltre un milione nel nostro Paese, sono destinati senza alcuna eccezione a morire nel giro di 5- 6 giorni se non ricevono le occorrenti indifferibili prestazioni diagnostiche (rese spesso complesse dall’impossibilità degli infermi di segnalare la durata, l’intensità e a volte anche la localizzazione delle loro sofferenze) e terapeutiche (da monitorare con attenzione e con continuità soprattutto nei casi in cui i pazienti non sono in grado di comunicare l’efficacia dei trattamenti effettuati). Questi malati hanno l’indifferibile esigenza di essere alimentati (spesso mediante imboccamento), curati nella loro igiene personale (sovente è presente la doppia incontinenza), movimentati (allo scopo di evitare l’insorgere delle piaghe da decubito) e di ricevere tutte le prestazioni necessarie in base alle loro personali esigenze. Se, come avviene per i malati posti in illegittime e crudeli liste di attesa, essi non muoiono, ciò è dovuto esclusivamente al fatto che intervengono i familiari, che non hanno però alcun obbligo giuridico di svolgere le attività assegnate dalla legge al Servizio sanitario nazionale (cfr. l’articolo 23 della Costituzione). Così sempre più le famiglie cadono in situazioni di povertà e a volte di vera e propria miseria. Risulta quindi evidente il ruolo fondamentale dei familiari che volontariamente assumono il compito di assicurare le prestazioni domiciliari e dei medici di medicina generale che non solo conoscono le esigenze dei pazienti, ma anche le capacità ed i limiti dei familiari disponibili.

    CHI È LA PERSONA CON DISABILITÀ INTELLETTIVA O AUTISMO. Le persone con disabilità intellettiva e/o con autismo e limitata o nulla autonomia sono soggetti (minorenni o adulti) che hanno rilevanti carenze di salute, che implicano significative compromissioni dello sviluppo delle funzioni mentali con conseguenti gravi disabilità, presenti già nella prima infanzia nell’area della comunicazione, dell’interazione sociale e dell’attività immaginativa, che ostacolano l’apprendimento delle abilità utili al vivere quotidiano. Circa l’80% delle persone con autismo presentano anche una condizione di ritardo intellettivo ed almeno il 50% non sviluppa nessuna forma di linguaggio. Spesso sono presenti condizioni cliniche associate, di cui la più comune è l’epilessia e rilevanti problemi di intolleranza (ad esempio agli ambienti rumorosi, luminosi, colorati…) con conseguenti alterazioni comportamentali. Tuttavia, nonostante si tratti di un quadro clinico complesso, la letteratura scientifica internazionale concorda nel ritenere che le prestazioni sanitarie e sociosanitarie, integrate da interventi abilitativi/educativi, devono essere attivate sin dai primi mesi di vita e proseguire in modo continuativo e indifferibile al fine di favorire lo sviluppo dei livelli di autonomia potenzialmente raggiungibili.

    LE RISORSE NON MANCANO, MA È NECESSARIO:

    1. non disperdere i consistenti patrimoni delle Ipab, Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficienza; sono risorse che devono essere esclusivamente destinate ai Comuni e alle Asl per i servizi per le persone non autosufficienti; 2. vendere i patrimoni non utilizzati delle Asl-Aso; 3. chiedere al Governo più risorse del Fondo sanitario nazionale per eliminare le liste d’attesa; 4. eliminare gli sprechi che abbiamo già indicato e documentato e che la Giunta regionale continua a ignorare (vedi sito www.fondazionepromozionesociale.it).




     
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