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    Visioni di Roma  (776 Click)
    Viaggi e visioni cinematografiche dal centro alle vecchie borgate fino alle nuove periferie
    08/02/2011
    Movie&Sport
    Attualità
     

    Rassegna di Cinema del Reale sulla ‘Città Eterna’

    ROMA - giovedì 10 febbraio 2011 dalle 16,00 alle 22,00
    Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico - via Ostiense, 106 (all'interno del Complesso Museale Centrale Montemartini)

    Ideazione e organizzazione
    Archivio Cinema del Reale - OfficinaVisioni - Big Sur

    in collaborazione con
    Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico

    con il contributo di
    Banca di Credito Cooperativo di Roma - Uve e forme

    grazie a
    DOCTOR PIXEL - INDIGO FILM - ZALAB - OFFICINE - CARA GARBATELLA - Dipartimento Comunicazione e Spettacolo Università degli Studi di ROMA TRE • VISIONI FUORI RACCORDO FILM FESTIVAL


    La rassegna cinematografica Visioni di Roma si propone di raccontare la Città Eterna attraverso viaggi  e visioni cinematografiche che percorrono tra passato e presente, tra luci e ombre, i diversi territori dell’ affascinante metropoli, divenuta capitale d’Italia nel 1870. Attraversando territori urbani dal centro alle vecchie borgate fino alle nuove periferie, si raccontano storie riguardanti uomini e donne che portano a riflettere su realtà politiche e sociali, migrazioni, lavoro, rituali e istituzioni religiose, memorie e trasformazioni urbane…
    Visioni di Roma sono film documentari realizzati dai primi anni del ‘900 fino a oggi, opere di importanti autori e autrici del cinema documentario italiano e di giovani registi e filmakers. 

    Saranno presenti in sala Cecilia Mangini, Arianna FelicettiPaolo Pisanelli, Andrea Segre.

    La rassegna si svolgerà il 10 febbraio 2011 in via Ostiense, 106 a Roma, dalle 16,00 alle 22,00 presso la sede dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico (AAMOD).

    ore 16,00

    Appunti romani
    di Marco Bertozzi

    56’, b/n e colore, 2004

    Un viaggio tra antiche vedute, cinegiornali e film di famiglia, traccia un composito affresco di Roma durante il Novecento. Ricostruisce una storia della città che si nutre al tempo stesso della memoria sociale e dei ricordi intimi, utilizzando sequenze di non fiction film, conservati in varie cineteche europee.
    “Appunti romani" avanza per frammenti emozionali, per sequenze composte seguendo microtracce narrative o bellezze sommerse, abdicando sin da subito all’idea di una Ricostruzione Oggettiva in stile Grande Storia.

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    La canta delle marane
    di Cecilia Mangini

    10’, colore, 1961

    Il nostalgico addio al mondo incantato delle marane, luoghi magici per i giovani abitanti delle sterminate periferie romane.  Girato a Roma, sulle rive della Marana sotto Ponte Mammolo, ha come protagonisti una banda di inarrestabili ragazzini. La macchina da presa segue i volti, i riti, i movimenti e la malizia dei futuri ragazzi di vita , Cecilia Mangini realizza un film in forma di poesia, riconosciuto come uno dei capolavori del cinema documentario italiano, musicato da Egisto Macchi al ritmo della vita sul bellissimo testo romanesco  di Pier Paolo Pasolini.

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    Ore 17,00

    Terzo mondo sotto casa
    di Giuseppe Ferrara

    26’, b/n,  1970

    Un viaggio nelle borgate della periferia di Roma, che inizia con affascinanti riprese aeree del Colosseo, dell'Altare della Patria, dell'EUR e della borgate romane. La cinepresa indaga e denuncia, si addentra nei labirinti delle borgate e entra nelle case esplorando la vita e le condizioni degli abitanti: totale mancanza di igiene, di servizi, scarsa alimentazione, disoccupazione, prostituzione… Uno sguardo attento e impegnato a svelare realtà “invisibili”.

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    La briglia sul collo
    di Cecilia Mangini, collaborazione di Lino Del Fra

    15’, colore, 1972

    Borgata romana di San Basilio: Fabio, 7 anni, in romanesco un impunito, in italiano un “caratteriale”, viene assegnato a una classe differenziale. Come reagisce la famiglia, cosa dicono i vicini, cosa pensano gli insegnanti, il preside, la psicologa della scuola elementare? Il mondo degli adulti sembra averlo già relegato nella categoria dei “disadattati”: il dubbio è che in gioco non ci sia la rieducazione di un bambino, ma il via libera all’omologazione sociale.

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    Ore 17,45

    Le solite storie
    di Arianna Felicetti, Matteo Marson, Lorenza Pallini

    60’, colore, 2006

    Le demolizioni del periodo fascista, le vicissitudini degli sfollati, i giochi d’infanzia, l’antifascismo, la fame, i bombardamenti, l’arrivo degli americani… Un viaggio appassionante nelle memorie degli anziani abitanti della Garbatella, custodi di una romanità solare e coinvolgente che l’atto di narrare  sembra trasformare in bambini, protagonisti delle solite ma eccezionali storie di un quartiere popolare tra i più belli di Roma, progettato sul modello della città-giardino.

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    Ore 19,00

    APERITIVO ROMANESCO
    a cura di UVE E FORME - enoteca-ristorante
    via Padova, 6 Roma

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    Ore 19,30

    Magari le cose cambiano
    di Andrea Segre

    60’, colore, 2009

    Un film nel cuore delle nuove centralità romane: le moderne borgate di una società frammentata e dispersa. Un film sulla dignità di uomini e soprattutto donne che hanno ancora il coraggio di non accettare ingiustizie sociali e guerre tra poveri. Un film contro i privilegi e le scorrettezze di scelte urbanistiche che continuano a danneggiare la qualità della la vita di migliaia di cittadini, girato a Ponte di Nona,  cuore delle “nuove centralità” alla periferia di Roma.
    6 Km oltre il GRA lungo la Prenestina, oltre 20 km dal Colosseo.

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    Ore 20,45

    Roma A. D. 000 – Nel nome dell’orgoglio
    di Paolo Pisanelli

    62’, colore, 2001

    Un film sulla tensione di una città che sta per essere "invasa" da migliaia di gay, lesbiche, transgender provenienti da tutto il mondo durante l’Anno Santo, il fatidico 2000. Roma A.D. 000 racconta la crisi politica, religiosa, sociale che il World Pride, festa dell’identità e dell’orgoglio omosessuale, ha determinato con una grande parata che ha sfilato per le vie della Città Eterna, città che secondo il Vaticano e il Governo italiano doveva essere consacrata solo all’accoglienza di migliaia di pellegrini cristiani accorsi da tutto il mondo per celebrare il grande Giubileo del Millennio.




     
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