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    Liberi, armati, pericolosi  (897 Click)
    Passaggi a Nord Ovest. La memoria di un territorio raccontata a giovani protagonisti
    08/01/2010
    Movie&Sport
    Varie
     

     

    Ingresso gratuito

     

    11 gennaio 2010, ore 21.00

     Titty Twister – Villadossola

     

    Passaggi a Nord Ovest,

    la memoria di un territorio raccontata a giovani protagonisti

     

    LIBERI ARMATI PERICOLOSI

     

    Regia         Romolo Guerrieri

    Soggetto      Giorgio Scerbanenco, Fernando Di Leo

    Sceneggiatura       Nico Ducci, Fernando Di Leo

    Fotografia:       Erico Menczer

    Montaggio:       Antonio Siciliano 

    Musiche:       Enrico Pieranunzi, Gianfranco Plenizio

    Scenografia:       Francesco Cuppini

    Costumi:       Giulia Mafai

    Produttore       Marcello Partinie, Ermanno Curti

     

    Anno        1976 

    Nazione        Italia 

    Durata        100 minuti 

    Genere        poliziesco

     

    Interpreti Stefano Patrizi, Max Delys, Benjamin Lev, Eleonora Giorgi, Tomas Milian, Diego Abatantuono, Venantino Venantini, Antonio Guidi

     

    SINOSSI

    Mario "il biondo" (Stefano Patrizi), Giò (Benjamin Lev) e Luis (Max Delys) sono tre ragazzi della Milano bene degli anni ‘70, amici di Lucio (Diego Abatantuono) anch'egli di pari estrazione sociale. Luis è tra l'altro fidanzato con Lea (Eleonora Giorgi). Irretiti dalla noia quotidiana, seguendo una turpe moda dell'epoca, si danno a furti e rapine, seminando la morte nella provincia lombarda. Lo stesso Lucio cade sotto i colpi di Mario e dei suoi 2 compari. Finiranno male: Giò sarà ucciso da un rude studioso tedesco cui avevano tentato di rubare del pane, e poi divorato da un feroce cane poliziotto sfuggito agli agenti, mentre Luis e Mario, abbandonata Lea per strada, inseguiti e braccati moriranno in un sanguinoso incidente stradale.

     

    NOTE

    Liberi armati e pericolosi è un bel film di genere poliziesco, trasposto efficacemente da Fernando Di Leo da un racconto di Scerbanenco e diretto da Romolo Guerrieri. Una pellicola nella quale predomina l'ottima caratterizzazione psicologica dei personaggi e dove l'atmosfera noir si mescola con un’azione marcata e una forte dose di ironia. Da segnalare l’interpretazione di Milian che nei panni di un moderno ma intransigente commissario, fa una dura paternale ai genitori dei tre ragazzi, sottolineando il danno che può fare un atteggiamento permissivo e materialmente indulgente nei confronti dei figli.

     

     




     
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